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Profumo di libri

(solo per il ricordo di una splendida serata)

TEATROCASSIA

9 maggio ore 21.00 - 10 maggio ore 17.30

Alessandro Lendvai per Suite s.r.l.
presenta
MOSTRO

di
Duncan Macmillan
Traduzione di Serenella Martufi

Con
Tom  Alessandro Cremona
Darryl  Fabrizio Falco
Jodi  Astra Lanz
Rita  Lina Bernardi

Regia di Massimiliano Farau

9 maggio ore 21.00 - 10 maggio ore 17.30

 

Il LIBRO che vorrei comprare oggi:

Librazioni 

 

Il sistema tecnico. La gabbia delle società contemporanee

di Ellul Jacques

€42,00


Jaca Book | Anno 2009 |  406 pp. |  in brossura |


Questo saggio, pubblicato nel 1977 all'interno della collana "Liberté de l'esprit" di Raymond Aron e per molto tempo introvabile in libreria anche in Francia, è la chiave di volta della trilogia di Jacques Ellul ("La Technique ou l'enjeu du siede", "Le Système technicien", "Le Bluff technologique"), ed è considerato il suo libro più riuscito. La Tecnica, per Ellul, è il fattore determinante della società. Più della politica e dell'economia. Essa non è né buona né cattiva, ma ambivalente. Si autogenera seguendo la propria logica. Calpesta la democrazia. Esaurisce le risorse naturali. Uniforma le culture. Ha effetti imprevedibili. Rende l'avvenire impensabile. Grazie all'informatica, la Tecnica ha cambiato natura: essa costituisce, all'interno della società, un "sistema tecnico". L'informatica, unificando tutti i sottosistemi (telefonico, aereo, di produzione e distribuzione dell'energia, ecc.), le ha permesso di divenire un tutto organizzato che vive all'interno della società, la modella, la sfrutta, la trasforma. Ma questo sistema, che si autogenera, è cieco. Non si sa dove vada. E non corregge i propri errori.


Collana: Di fronte e attraverso. Scienze

ISBN: 9788816408517

 

Traduttore: Carbonelli G.

Lttp://www.librazioni.it/libri/index.php?main_page=product_book_info&products_id=589536

Puoi ordinarlo subito su LIBRAZIONI

 

LA FRASE CELEBRE:

Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! È questo il motto dell'Illuminismo".

 

 

 

  La sopravvivenza spirituale nell’era

della globalizzazione.  

Dalla rivista  Panorama.it – Martedì 22 Luglio 2008 - canale Libri -

 La globalizzazione ha un’anima. E quell’anima è nata nel Medioevo tra le comunità monastiche. È così che Didier Long racconta le origini un fenomeno capace di trasformare il mondo. Ex monaco benedettino, autore teatrale, scrittore, esperto di marketing: Long dà voce a tutte le sue corde nel suo ultimo libro La sopravvivenza spirituale nell’era della globalizzazione (Excelsior 1881). A chi vuole raccogliere le sfide del mercato consiglia di parlare “globish” (global english), ma anche di proteggere l’ambiente. Di comprendere l’essenza planetaria e locale di internet. Di trasformarsi, insomma, in un marchio mondiale allo stesso modo di Andy Warhol. Ma, a differenza di altri, l’autore francese recupera la dimensione dell’anima. E rilegge le radici della civiltà attuale spingendosi fino al Medioevo.


Abbazia nel Dorset--
Seguendo la regola benedettina “Ora et labora”, le comunità monastiche vendono la produzione agricola locale e costruiscono una rete internazionale per diffondere il cristianesimo. L’abbazia francese di Cluny, il latino come lingua franca e l’uso della moneta diventano i semi di un processo destinato a cambiare il mondo. Che ha come motore, però, non il profitto, ma la ricerca della salvezza spirituale. Attorno al dodicesimo secolo, insomma, inizia la globalizzazione. Dopo il Medio Evo vince l’etica protestante con l’espansione dell’Olanda e del Regno Unito. Ancora una volta la spinta di fondo non è il denaro, ma una meta ultraterrena, come spiega Max Weber nell’Etica protestante e lo spirito del capitalismo: per i calvinisti, paradossalmente, il successo nell’accumulazione di ricchezza diventa una conferma dell’ingresso in Paradiso. Un bisogno così intenso da ispirare le prime multinazionali con un obiettivo più terreno, quello del conseguimento di un profitto. Alla fine, però, sembra che il meccanismo si rovesci e Long parla di “mercato delle religioni globalizzate”: incapaci di sottrarsi alle suggestioni del marketing, ora i credenti scelgono percorsi personali e si affidano al tele-evangelismo. Come trovare la salvezza? L’ex monaco benedettino cede a tentazioni “new age” e parla di noosfera fraterna: a suo modo, una sorta di anima collettiva in quella rete di persone e tecnologia che è internet. Ancora una volta, dunque, la questione spirituale torna in primo piano.  

Mosteiro dos Jerónimos

  (luca.delloiacovo)

Da wikipedia - personalità -

La teoria dei big five

McCrae e Costa, sulla base della tradizione fattoriale allo studio della personalità, e dell'ipotesi della sedimentazione linguistica di Cattell (che, sulla base dei pionieristici studi di Allport, identificava la lingua parlata come un serbatoio di descrittori della personalità), identificarono 5 tratti personali:

  • L'energia, intesa come grado di attivazione, fiducia ed entusiasmo nelle condotte, e nella loro scelta, che si adottano.
  • L'amicalità, intesa come quantità e qualità delle relazioni interpersonali positive, orientate al prendersi cura ed ad accogliere l'altro, che la persona intraprende.
  • La coscienziosità, intesa come precisione, affidabilità, accuratezza metodologica che l'individuo è orientato ad offrire attraverso la sua condotta, nonché la volontà di avere successo e la perseveranza.
  • La stabilità emotiva, intesa come grado di resistenza a stress di tipo emotivo, quali, per esempio, l'ansietà, l'instabilità, l'irritabilità.
  • L'apertura mentale, intesa come disposizione a ricercare stimoli culturali e di pensiero esterni al proprio contesto ordinario, nonché la ricerca di un contatto con un orientamento valoriale altro da quello di riferimento.

  Da epolis-130208 Il problema della umanità è che gli stupidi sono strasicuri e gli intelligenti pieni di dubbi. Bertrand  Russel

 La globalizzazione ha un’anima. E quell’anima è nata nel Medioevo tra le comunità monastiche. È così che Didier Long racconta le origini un fenomeno capace di trasformare il mondo. Ex monaco benedettino, autore teatrale, scrittore, esperto di marketing: Long dà voce a tutte le sue corde nel suo ultimo libro La sopravvivenza spirituale nell’era della globalizzazione (Excelsior 1881). A chi vuole raccogliere le sfide del mercato consiglia di parlare “globish” (global english), ma anche di proteggere l’ambiente. Di comprendere l’essenza planetaria e locale di internet. Di trasformarsi, insomma, in un marchio mondiale allo stesso modo di Andy Warhol. Ma, a differenza di altri, l’autore francese recupera la dimensione dell’anima. E rilegge le radici della civiltà attuale spingendosi fino al Medioevo.

 

 

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ROMA -- Un sito completamente nuovo: un patrimonio immenso in formato digitale, con manoscritti rari, documenti, percorsi multimediali e interattivi. Stiamo parlando della Biblioteca digitale. Online i preziosi volumi della cultura italiana. E' il risulato di sei anni di lavoro. Il progetto è stato voluto dal Ministero per i Beni e le attività culturali.

Alla straordinaria impresa ha collaborato l'Accademia dei Lincei. Il fine è quello di aumentare nel web la disponibilità di aver accesso a opere rare e strumenti di consultazione. Si tratta in tutto di ben 50mila documenti e più di 9 milioni di immagini suddivise in tre aree tematiche: musicale, storico-letteraria e scientifica.

L'idea è nata nel 2001. E' diventata realtà grazie allo sforzo di istituti statali, enti locali e privati, università e istituti di ricerca. "Siamo partiti tardi e da una situazione quasi tragica e di arretratezza anche concettuale rispetto ad altri paesi" dice Luciano Scala, direttore generale per i Beni librari e Istituti Culturali del MiBAC.

Nella Biblioteca digitale gli utenti possono trovare i cataloghi storici delle biblioteche italiane, i preziosi manoscritti di epoca medievale, gli incunaboli in volgare e tantissimi altri scrittori italiani di tutti i periodi. Tra questi c'è anche il "Compasso" di Galileo, un testo scientifico molto raro, e le condanne del tribunale dell'Inquisizione di Campanella e Copernico. Insomma un vastissimo repertorio che vale la pena di scoprire.

Valentina Corti
Photocourtesy of :www.scienze.tv

 

PINOCCHIO - CHAPTER 3

(TRATTO DA UN E.BOOK PINOCCHIO) 

As soon as he gets home, Geppetto fashions the Marionette and calls it Pinocchio.  The first pranks of the Marionette

Little as Geppetto's house was, it was neat and comfortable.  It was a small room on the ground floor, with a tiny window under the stairway.  The furniture could not have been much simpler:  a very old chair, a rickety old bed, and a tumble-down table.  A fireplace full of burning logs was painted on the wall opposite the door.  Over the fire, there was painted a pot full of something which kept boiling happily away and sending up clouds of what looked like real steam.
As soon as he reached home, Geppetto took his tools and began to cut and shape the wood into a Marionette.
"What shall I call him?" he said to himself.  "I think I'll call him.                                                              

(FOTO SCATTATa IN CENTRO PRESSO IL NEGOZIO ARTIGIANI DEL LEGNO.)

This name  will make his fortune. I knew a whole family of Pinocchi once--Pinocchio the father, Pinocchia the mother, and Pinocchi the children-- and they were all lucky.  The richest of them begged for his living."

After choosing the name for his Marionette, Geppetto set seriously to work to make the hair, the forehead, the eyes.  Fancy his surprise when he noticed that these eyes moved and then stared fixedly at him.  Geppetto, seeing this, felt insulted and said in a grieved tone:

"Ugly wooden eyes, why do you stare so?"
There was no answer.

After the eyes, Geppetto made the nose, which began to stretch as soon as finished.  It stretched and stretched and stretched till it became so long, it seemed endless.
Poor Geppetto kept cutting it and cutting it, but the more he cut, the longer grew that impertinent nose.  In despair he let it alone.
Next he made the mouth.

No sooner was it finished than it began to laugh and poke fun at him.
"Stop laughing!" said Geppetto angrily; but he might as well have spoken to the wall.
"Stop laughing, I say!" he roared in a voice of thunder.
The mouth stopped laughing, but it stuck out a long tongue.

Not wishing to start an argument, Geppetto made believe he saw nothing and went on with his work. After the mouth, he made the chin, then the neck, the shoulders, the stomach, the arms, and the hands.
As he was about to put the last touches on the finger tips, Geppetto felt his wig being pulled off.  He glanced up and what did he see?  His yellow wig was in the Marionette's hand.  "Pinocchio, give me my wig!"But instead of giving it back,Pinocchio put it on his own head, which was half swallowed up in it

At that unexpected trick, Geppetto became very sad and downcast, more so than he had ever been before.Pinocchio, you wicked boy!" he cried out.  "You are not yet finished, and you start out by being impudent to your poor old father.  Very bad, my son, very bad!" 

And he wiped away a tear.

 

 

 

 

 

 
Incontro di Poesia, Musica e Pittura il 12 giugno 2013 - Auditorium della Chiesa Nostra Signora di Guadalupe. segue
il 26 maggio 2013 - ore 14.30 18 - Iniziativa Studenti dell'Ospedale S. Andrea. I bimbi portano a fare visitare, curare o vaccinare nientedimeno che i loro amici peluche. segue
Dal .... al Scuderie del Quirinale - Quaranta opere alle Scuderie del Quirinale per raccontare Tiziano Vecellio segue
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