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Le Marinate
Estratto dal sito http://www.mangiarebene.com/
Quisquilie & pinzillacchere:
le Ricette di Mangiare Bene

Apicio
Le Ricette di Mangiare Bene
· Antipasti
· Zucchine alla Scapece
Uno dei piatti più celebri della cucina napoletana è senza dubbio gli Zucchini alla Scapece. La scapece è un termine dibattuto e la sua origine ha diverse interpretazioni. Qualche anno fa il Principe Consorte della Regina di Danimarca si incuriosì molto a questo termine e tramite un amico comune, il Principe Ferrara Pignatelli, mi chiese lumi in merito.
Mi detti da fare per risalire all’etimologia del termine in questione e scoprii diverse scuole di pensiero. Ma una di queste, rivelatami da quell’ottimo studioso dei termini partenopei, Renato De Falco, mi parve la più corretta e comunque la più interessante. Nella lingua latina esca vuol dire piatto, pietanza. Il cuoco e gastronomo più famoso degli antichi Romani fu indubbiamente Apicio, il quale si era stancato di condire molte pietanze con la salsa più diffusa detta garum, che fra l’altro, ottenuta da interiora di pesce praticamente in decomposizione, non poteva dirsi certamente una salsa raffinata. Apicio decise di condire gli zucchini con una salsa a base di aceto, per cui tale piatto fu nominato esca Apicii, pietanza di Apicio. Da cui la Scapece in italiano ed Escabeche in spagnolo.
Estratto dal sito www.mangiare bene



Desideriamo comunicare ai frequentatori di nordiroma
la emissione in Italia del francobollo dedicato alla Sagra



ARCHEOLOGIA IN CUCINA
web-zine: Cosa si mangiava nell’antica Etruria?
Estratto da: I segreti…..degli Etruschi-Edito dall’Ente Regionale Parco di Veio - A cura di Eleonora Sgreccia -

...servi fanno a pezzi la carne con una piccola ascia, altri preparano focacce, cuociono i cibi nel forno, versano le bevande nelle brocche. I loro padroni sono seduti o sdraiati sulle klinai, i letti del banchetto, in compagnia delle proprie donne dalle ricche vesti, illuminati da alti candelieri di bronzo lucente,serviti da schiavi nudi ed allietati da suonatori di lira e tibicines (flauti doppi)...
Cosa si mangiava nell’antica Etruria?
Carciofi, rape, cipolle, farro, porri, aglio, asparagi, cavoli, carote, fave, lenticchie, carne, costituivano l’essenza della cucina etrusca. Il miele, in particolare quello ricavato dal timo, era il principale condimento. Gli Etruschi conoscevano ed apprezzavano le tagliatelle: lo sappiamo dalle attrezzature ritrovate nelle tombe. Oltre alla frutta e verdura, nei tempi più antichi si mangiava di frequente le minestre di cereali (di farro), di legumi (di fave) e le zuppe di verdura.
Le farine di cereali e legumi erano utilizzate per fare frittelle e focacce. La carne era bollita ed arrostita: nei corredi delle tombe troviamo gli spiedi e le pinze per maneggiare i tizzoni di brace.
Si allevavano suini, ovini e bovini, ma venivano cacciati anche il cervo, il capriolo e la lepre. Si tendeva al consumo soprattutto di suini, mentre gli ovini erano destinati alla produzione di latte e lana, i bovini al lavoro nei campi.
Condimento ideale per ogni cibo era l’olio d’oliva, di qualità ottima.
Fonte: sito web ufficiale del Parco Regionale di Veio -
http://www.parcodiveio.it

Cioccolato
Un blocco di cioccolato immerso nel cioccolato fuso
Il cioccolato è un alimento derivato dai semi della pianta del cacao (Theobroma cacao L.) diffuso e ampiamente consumato nel mondo intero. È preparato a partire dal burro di cacao (la parte grassa dei semi di cacao) con aggiunta di polvere di semi di cacao, zucchero e altri ingredienti facoltativi, quali il latte, le mandorle, le nocciole o altri aromi.
Il cioccolato viene prodotto nelle forme più svariate; la più comune è la tavoletta, ma, sia industrialmente che artigianalmente, il cioccolato viene modellato in forme diverse, specie in occasione di ricorrenze o festività. Oltre a ciò, il cioccolato è anche un ingrediente di svariati dolciumi: gelati, torte, biscotti, budini e altro.
La cioccolata è invece una bevanda liquida a base di polvere di semi di cacao. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera
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Mangiare: significato
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ingerire cibo, cioè compiere quella operazione che unitamente al bere costituisce la nutrizione, necessaria e comune alla vita degli uomini e degli animali; le piante propriamente non mangiano, ma pure si nutrono anch'esse per vivere, succhiando gli alimenti dalla terra.
assol. nutrirsi; consumare i pasti divorare, consumare (spesso viene usato con la part. pron. per conferire al verbo valore intensivo);
in particolari usi fig.: mangiare o mangiarsi una cosa con gli occhi, guardarla con bramosia; mangiarsi la parola data, non mantenerla, ritrattarla .
Si usa in alcune locuzioni ed espressioni particolari: mangiare la foglia, intuire una cosa che era tenuta nascosta; mangiare le sillabe, smozzicare le parole sfruttare una situazione; speculare illecitamente su quanto non è nostro a vantaggio dei propri interessi; trarre esagerati profitti da un affare, da un'impresa, ecc. us. in unione con la part. pron., sperperare, scialacquare, dilapidare corrodere, intaccare, logorarenel gioco della dama, degli scacchi, delle carte, togliere una pedina, un pezzo, una carta all'avversario.
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Vitamina E contro l'invecchiamento
PERUGIA -- Una ricerca condotta dall'università di Yale e frutto di una collaborazione con l'Università di Perugia e l'Azienda Sanitaria di Firenze ha dimostrato che bassi livelli di vitamina E nel sangue (indice, in genere, di scarsa nutrizione) sono legati al calo delle funzioni fisiche che si verifica con l'avanzare dell'età.
Flavia Innocenti

| Conferenza di Raffaele Morelli |
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